23 Aprile 2024
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Sant'Oronzo nei Comuni dell'Associazione

Andrano
Sant'Oronzo fu scelto come coprotettore per una ragione storica. Nel 1743, infatti, l'intero Salento fu attraversato da una terribile scossa di terremoto che portò distruzione in tutte le zone circostanti, lasciando illeso Castiglione d'Otranto. Tale miracolo fu attribuito al predetto Santo e gli abitanti del paese lo nominarono protettore.
La Festa Patronale di Castiglione d'Otranto è dedicata a due santi, Sant'Antonio è protettore della comunità da oltre tre secoli, mentre Sant'Oronzo si è aggiunto appunto a partire dal 1743.
I festeggiamenti per i due santi sono solenni nei riti religiosi, con processioni, luminarie parate a festa e spettacoli pirotecnici, non mancano tuttavia i concerti bandistici a cui la popolazione locale tiene molto.
La Festa dei Santi Antonio e Oronzo di Andrano si svolge nella vicina e piccola frazione di Castiglione d'Otranto, durante tre giorni sul finire di luglio e primi giorni di agosto.
Botrugno
Le origini del culto per Sant'Oronzo da parte dei botrugnesi risalgono al 1600, anche se l'evento decisivo è datato 20 febbraio 1743, quando il beneamato salvò tutta la comunità dagli effetti di un devastante evento sismico che colpì Botrugno e tutto il Salento.
Il beneamato viene festeggiato ben due volte all'anno: il 20 febbraio ed il 26 agosto, riconoscendo però alla versione estiva il titolo di festa grande e di vera festa di popolo; mentre la festa che si celebra nel periodo invernale viene fantasiosamente definita dalla popolazione locale come Festa piccinna di Sant’Oronzo o Santu Ronzu piccinnu, o La capu te Santu Ronzu.
Caprarica di Lecce
La Comunità di Caprarica di Lecce rende omaggio al protettore Sant’Oronzo il 23 Novembre in occasione del ricordo dell’evento prodigioso del 23 Novembre del1884. La leggenda e la fede narrano di un uragano che fu bloccato, salvando così l'abitato di Caprarica, dal provvidenziale intervento di Sant'Oronzo che - da quel momento - divenne protettore del Paese assieme a San Nicola.
La Festa Patronale di Sant'Oronzo e San Nicola si svolge ogni anno a Caprarica di Lecce in due giornate: 27 e 28 Giugno.
Diso
La festa devozionale per Sant'Oronzo a Diso assume forme e caratteristiche variegate in occasione dell'antico rituale dell'accensione delle Fòcare (l'espressione significa, appunto, appiccare il fuoco, così come accadeva nel 1600 quando i loro avi speravano con questa pratica di riuscire a tenere lontana la peste) e nel momento gastronomico delle orecchiette e maccheroni.
Diso organizza la Festa di Sant'Oronzo ogni anno a fine agosto.
Muro Leccese
Tra il 25 e il 27 Agosto a Muro Leccese si vivono i solenni e tradizionali festeggiamenti civili e religiosi in onore di S. Oronzo, protettore della cittadina. La festa si svolge secondo i più tradizionali canoni con la processione, le luminarie e le bancarelle al centro del paese.
Ostuni
La cavalcata di sant'Oronzo o in modo più corretto Cavalcata dei Devoti è la festa più attesa e importante di Ostuni. Ogni anno il 25, 26 e 27 di agosto, sono giorni dedicati al santo: un corteo di cavalli e cavalieri bardati a festa, sfila per le vie cittadine a scorta del protettore della città. Le origini della cavalcata si possono oggi far risalire, con buon margine di sicurezza, al 1657 con l'epidemia della peste. Un evento plurisecolare, che vede sfilare per le vie cittadine la statua argentea del patrono, scortata dai fedeli in processione e dalla cavalcata.
Una volta arrivati in piazza cattedrale, cavalli e cavalieri attendono che la statua di sant'Oronzo venga portata fuori dalla chiesa madre.
Poco lontano dalla “città bianca”, il Santuario di Sant’Oronzo custodisce la cripta basiliana dove trovò rifugio il santo durante le persecuzioni.

Il Santuario di Sant’Oronzo sorge 3 chilometri a nord-ovest di Ostuni, sulle propaggini dei Monti della Badessa.
Il complesso è composto dalla chiesa, con la semplice facciata a capanna traforata da tre finestre, e dell’annessa dimora degli oblati del Collegio di San Carlo Borromeo, mentre sul terrazzo si erge un campanile a vela.
(https://www.viaggiareinpuglia.it/at/9/luogosacro/4538/it/Santuario-di-Sant-Oronzo-60-(BR)

Oltre Napoli furono colpite numerose altre località ed anche la Puglia fu infettata dal morbo della peste in Capitanata e in Terra di Bari. Ostuni non registrò alcun contagio e l'evento fu ritenuto miracoloso. Si risvegliò quindi in modo prepotente la venerazione verso sant'Oronzo a cui fu attribuito il miracolo dello scampato pericolo. Gli Ostunesi in segno di ringraziamento raccolsero i fondi necessari e ricostruirono dalle fondamenta la chiesa di monte Morrone ubicata a pochi chilometri dell'abitato lungo la strada detta dei Colli. L'attuale chiesa non è però l'unica testimonianza architettonica del luogo. Nelle vicinanze della chiesa si scorge infatti uno dei monumenti salentini più interessanti del XVIII secolo e consistente in un arco di trionfo alle cui spalle si ammira un'irta scalinata barocca che culmina con la cappella del fonte miracoloso dove, per tradizione, il santo colpendo la roccia con un bastone fece sgorgare l'acqua. Nei pressi si può ammirare, inoltre, un monumento lapideo del santo realizzato nella prima metà dell'Ottocento, nonché il famoso cippo della peste del 1691. Storicamente il più antico documento riguardante il santuario ostunese di sant'Oronzo risale al 1567, cento anni prima del fatidico anno della peste.
(https://www.ostuni.eu/santuario-sant-Oronzo-1.html)
Surbo
Il culto per il santo che fu martire e testimone della fede in Cristo era presente a Surbo già all'inizio del 1600. Infatti nei verbali della Santa Visita del 1658 fatta dal Vescovo Luigi Pappacoda a Surbo, nella descrizione dell'altare di San Carlo Borromeo si parla delle immagini di Santo Oronzo e San Giusto dipinte sui muri laterali dell'arco dove era posta la tela di San Carlo e di una data, il 1616, dipinta sotto di esse. Nei registri di battesimo dell'Archivio Parrocchiale il primo bambino del paese a cui fu messo il nome Oronzo fu, il 16 ottobre 1656, Fabio Oronzo figlio di Leonardo Lia e Lucrezia Carra.
Il culto per il Santo avrà però una forte spinta quando nella Santa Visita del 1660 Monsignor Pappacoda darà il via al progetto della costruzione di una cappella dedicata al santo "quia fui introducta cum magno fervore devotio populi erga divum Orontium".
La festa patronale si svolge il 2 Settembre.
Turi
Della Festa patronale a Turi di Sant'Oronzo (24-25-26-27-28 agosto) i momenti più spettacolari e di intensa partecipazione popolare e religiosa sono essenzialmente due: la sera del 25 un'imponente processione di fedeli accompagna, pregando, il busto del Santo Vescovo, dalla Chiesa Madre alla periferica Chiesa di Sant'Oronzo alla Grotta; la sera del giorno dopo, il 26 agosto, sul Carro Trionfale, una torre lignea tutta decorata, opera di maestri locali, tirata da 6 mule, che viene accolta in piazza dalle luminarie, lanci di fiori, palloncini, fuochi d'artificio e la musica delle Bande.

Sant'Oronzo alla Grotta è la seconda chiesa di Turi per grandezza. Fu eretta nella prima metà del '700, per volere dei cittadini e dei frati del locale convento francescano, dopo la scoperta della grotta, avvenuta nel 1658, dove la leggenda vuole si rifugiò il vescovo leccese Oronzo per sfuggire alle persecuzioni dei romani. Recentemente restaurata, la chiesa si presenta a tre navate, in fondo alle quali vi sono altrettanti altari. Imponente lo scalone che immette nella sottostante grotta, dove si trovano un altare e un bellissimo "tappeto" di mattonelle maiolicate.
(Testi a cura di Giovanni Lerede, del Centro Studi di Storia e Cultura di Turi.)
Vernole
La comunità della frazione di Vernole venera Sant'Oronzo la prima domenica del mese di settembre ad Acaya.
La città fortificata di Acaya è stata insignita del titolo di Città Oronziana a Giugno 2021, in virtù della forte devozione che la comunità locale continua a nutrire nei confronti di Sant’Oronzo
In occasione della festa patronale, il borgo si riempe di luminarie, si tengono alcuni concerti bandistici e si sparano in serata i fuochi pirotecnici.

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